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Come uno Stato. Hizbullah e la mimesi strategica

Come uno Stato. Hizbullah e la mimesi strategica
titolo Come uno Stato. Hizbullah e la mimesi strategica
autore
argomenti Adozioni Scienze Politiche
Adozioni Interfacoltà Scienze Linguistiche - Scienze Politiche
collana Relaz. internaz. scienza politica/ASERI
editore Vita e Pensiero
formato Libro
pagine 161
pubblicazione 2018
ISBN 9788834335413
 
18,00
 
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Questo libro esplora la competizione per il potere e l'autorità tra Stati e gruppi armati irregolari nel sistema internazionale contemporaneo. Le politiche di sicurezza degli Stati sono generalmente tarate sull'imperativo di combattere e smantellare i gruppi armati irregolari. Tuttavia, mentre alcuni di essi si indeboliscono, o addirittura scompaiono, altri si rafforzano. Quest'ultimo è un fenomeno particolarmente interessante, data l'asimmetria tra le due parti in competizione. Il caso del gruppo armato e partito politico libanese Hizbullah illustra in modo significativo questa dinamica. Il 'Partito di Dio', infatti, si è eccezionalmente consolidato dalla sua nascita fino a oggi, nonostante i suoi rivali libanesi e internazionali, a partire da Stati Uniti e Israele, abbiano sistematicamente cercato di smantellare la muqa?wama ('resistenza'), la sua ala militare. Che cosa spiega la resilienza di Hizbullah? Marina Calculli cerca di rispondere a questa domanda teorizzando l'azione di Hizbullah in termini di 'mimesi strategica', mostrando cioè come il 'Partito di Dio' sia stato in grado non solo di evitare l'estinzione, ma addirittura di rafforzarsi, mimetizzandosi con il suo rivale per eccellenza: lo Stato. Agendo come uno Stato, Hizbullah ha intavolato all'occorrenza una competizione con lo Stato del Libano e/o con gli Stati rivali sul terreno delle responsabilità della sovranità, aggirando così il suo limite supremo, ovvero la possibilità di reclamare i diritti della sovranità, nella forma in cui questi sono codificati nel sistema internazionale contemporaneo. Spingendo la competizione nella sfera pubblica, Hizbullah ha costruito una legittimità morale per il suo uso della violenza, impedendo ai suoi rivali interni e internazionali di eliminare la 'resistenza'. Focalizzandosi su tre congiunture critiche - la fine della guerra civile libanese nel 1990, la 'guerra al terrore' dopo l'11 settembre 2001 e l'inizio della guerra in Siria nel 2011 - il libro dimostra come Hizbullah non solo abbia sistematicamente aggirato le misure normative volte a sciogliere la sua ala militare, ma ne abbia addirittura tratto beneficio, rafforzandosi come attore militare e politico, sia all'interno sia all'esterno dello Stato libanese.
 

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