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Giurisprudenza

La chiesa e il problema della pena. Sulla risposta al negativo come sfida giuridica e teologica

di Luciano Eusebi

editore: La Scuola

pagine: 192

Punizione, colpa, redenzione, perdono: un'indagine in una prospettiva che mette in dialogo diritto, religione e teologia sul t
14,50

Introduzione al diritto comparato

editore: Laterza

La dimensione ultranazionale del diritto, divenuta oramai il suo aspetto più peculiare, colloca la comparazione al centro del
18,00
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Probabilità e logica della prova

editore: Giuffrè

pagine: XVIII-506

Nel volume si sostiene come sia raccomandabile condurre il ragionamento probatorio per mezzo del calcolo delle probabilità
38,00

La fragilità del potere. L'uomo, la vita, la morte

di Bruno Montanari

editore: Mimesis

pagine: 179

Il potere è fragile e oneroso. È fragile, perché dipende dagli "altri", che pur deve materialmente dominare. È oneroso, perché l'obbedienza ha un suo prezzo: la minaccia o la lusinga, la paura o il consenso. Appartiene all'uomo, alla sua ambizione e alla sua ignoranza. L'ambizione lo spinge alla conquista, l'ignoranza gli cela la causa della precarietà di ciò che ha ottenuto. Tutto dipende dall'uomo, dalla sua mente, dal suo carattere, dalla sua psiche, dalla sua immaginazione, dalla sua parola, dai suoi muscoli, dalla sua destrezza: dalla sua "testa" e dal suo "corpo". Vi sono epoche in cui l'uomo onora l'esistenza, pur vivendo in mezzo alla miseria ed alle persecuzioni; e tempi nei quali non sperimenta altro, ad ogni livello, che la propria mediocrità. Il saggio è pensato, dunque, in una chiave, che definisco "antropologico-esistenziale": il potere, infatti, è una dimensione esclusivamente umana, che ha la sua cifra nel non accettare la propria finitudine. Non è effettivo se non si pensa "assoluto", ma la tensione dell "io" per realizzare quell'assolutezza incontra sul suo percorso l'"alterità"; e la incontra sempre di nuovo, nonostante ogni tentativo per eluderla, schiacciarla, renderla inoffensiva e impotente. Di qui una ineliminabile "fragilità": il potere che l'"io" accumula, quali che siano le forme materiali in cui si manifesta, incrocia strutturalmente l'"alterità" e da essa, oggettivamente, dipende.
16,00

L'organizzazione amministrativa. Principi

di Girolamo Sciullo

editore: Giappichelli

pagine: 222

26,00

Diritto antitrust

editore: Giappichelli

33,00

Trasparenza dei prodotti bancari

Regole

di Dolmetta Aldo A.

editore: Zanichelli

pagine: 392

43,40

Oltre la paura

Cinque riflessioni su criminalità, società e politica

editore: Feltrinelli

pagine: 250

A fronte delle continue proposte di aumentare le pene, di incrementare la presenza e la visibilità delle forze di polizia e di
18,00

Principi di economia

di Frank

editore: The McGraw-Hill Companies

57,00

Diritto tributario

editore: Utet Giuridica

pagine: 1076

115,00
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La partecipazione dei lavoratori

La cornice europea e l'esperienza comparata

di Matteo Corti

editore: Vita e Pensiero

pagine: 384

Il volume affronta un tema, quello della partecipazione dei lavoratori, ora ritornato di prepotente attualità a seguito della delega contenuta nell’art. 4, comma 62 della legge 28 giugno 2012, n. 92 (cd. legge Monti-Fornero), la cui decretazione attuativa offrirà alle parti sociali la possibilità di sperimentare nelle singole imprese forme partecipative che spaziano dall’azionariato dei dipendenti alla cogestione ‘alla tedesca’. A fronte dei nuovi scenari che si vanno profilando nel diritto interno, il saggio si concentra sulla cornice europea e comparata: dopo aver dato conto dell’evoluzione delle idee partecipative dagli albori ottocenteschi sino all’attuale crisi economico-finanziaria, l’autore conduce una serrata analisi giuridica della legislazione dell’UE in materia di coinvolgimento dei lavoratori e partecipazione alla gestione delle imprese, per soffermarsi, poi, sugli ordinamenti di cinque Paesi europei che hanno edificato, pur con sensibilità talora assai diverse, una regolazione ambiziosa della materia (Germania, Olanda, Francia, Svezia e Danimarca). Il lavoro si chiude tratteggiando un’ipotesi di inquadramento sistematico dei diritti di coinvolgimento dei lavoratori, anche alla luce delle riflessioni che economisti e sociologi dell’economia propongono ai cultori del diritto del lavoro. L’autore invita il legislatore italiano a muoversi con maggiore decisione sulla strada intrapresa: la partecipazione alla gestione delle imprese non è solo un imperativo democratico, ma anche un vincolo benefico che può giovare alla competitività e allo sviluppo dell’economia italiana.
30,00

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