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Libri di Stefano Bartezzaghi

Banalità. Luoghi comuni, semiotica, social network

di Stefano Bartezzaghi

editore: Bompiani

pagine: 272

La banalità è il nostro nuovo demone
17,00

Parole in gioco. Per una semiotica del gioco linguistico

di Stefano Bartezzaghi

editore: Bompiani

pagine: 272

Non c'è lingua e non c'è epoca in cui non si sia giocato con le parole: troviamo giochi di parole nei testi più solenni di rel
17,00

La ludoteca di Babele. Dal dado ai social network: a che gioco stiamo giocando?

di Stefano Bartezzaghi

editore: Utet

pagine: 210

Esiste una definizione unica di gioco? Stefano Bartezzaghi, fedele alla lezione dei suoi "padri giocatori" - da Umberto Eco a Giampaolo Dossena, da Johan Huizinga a Ludwig Wittgenstein a Roger Caillois -, ci mostra che quella del gioco è una dimensione screziata, molteplice, cadenzata da continue oscillazioni. Costantemente in bilico tra regole e libertà, tra realtà e finzione, il gioco è oscillante quanto pervasivo. Ne ritroviamo elementi nelle narrazioni, nella moda, nel design "user friendly", nel tempo tradizionalmente dedicato al lavoro, nei linguaggi e nei comportamenti sociali, perfino nel terrorismo: i wargames strategici sono diventati negli anni così rilevanti per il reclutamento dei professionisti della guerra che perfino l'Isis attira e addestra i suoi adepti con videogiochi come Call of Duty. Di gioco, o meglio di ludico, sono intrise poi le relazioni che tutti intratteniamo online, ricche come sono di toni semiseri, tormentoni virali, emoticon, ironia e naturalmente inviti, spesso molesti, a qualche nuovo gioco sui social network. La nostra realtà assomiglia sempre di più a una "ludoteca di Babele", in cui la cultura di massa ha instaurato a tutti i livelli un regime semi-giocoso che impone di riformulare non solo i rapporti fra gioco e realtà ma le loro stesse definizioni. Con e-book scaricabile fino al 31-/12-/2016.
14,00

M. Una metronovela

di Stefano Bartezzaghi

editore: Einaudi

pagine: 280

Tra arrivi e partenze, amicizie lunghe una vita e disincontri quotidiani, orizzonte superiore e orizzonte inferiore, ricordi tenaci e attimi mancati, Stefano Bartezzaghi ci conduce in un insolito viaggio sentimentale nella sua città. E la sua lingua-cornucopia scava nell'ovvio e nel mediocre del quotidiano e dell'oggetto comune per produrre riverberi insoliti, lampi di ricordi, nuovi angoli di osservazione, storie frivole e serie di persone note o del tutto sconosciute che insieme a Milano ci raccontano anche un'altra possibile città. Magari la nostra.
20,00

Il falo delle novità

La creatività al tempo dei cellulari intelligenti

di Bartezzaghi Stefano

editore: Utet

pagine: 237

Scintilla sul fondo grigio della vita ordinaria, sveglia che interrompe il torpore del pensiero, guizzo di fantasia nel realis
12,00

L'orizzonte verticale

Invenzione e storia del cruciverba

di Bartezzaghi Stefano

editore: Einaudi

Presente da quasi un secolo su tutti i giornali del mondo, assente da qualsiasi storia del giornalismo, del costume, della lin
13,50

Una telefonata con Primo Levi

di Bartezzaghi Stefano

editore: Einaudi

pagine: 150

Le "Lezioni Primo Levi", promosse dal Centro studi Primo Levi, si tengono ogni novembre a Torino, presso la Facoltà di Scienze
16,00

Dando buca a Godot

Giochi insonni di personaggi in cerca di aurore

di Bartezzaghi Stefano

editore: Einaudi

È difficile immaginare di leggere questo libro senza una matita e un taccuino a portata di mano
16,00

Come dire

Galateo della comunicazione

di Bartezzaghi Stefano

editore: Mondadori

pagine: 209

Le scorrerie di Bartezzaghi, allegro linguista e principe dei giocatori di parole, tra le praterie della lingua: i suoi usi e
17,00

Sedia a sdraio. Giochi impensati per svagare la mente

di Stefano Bartezzaghi

editore: Salani

pagine: 93

Il famoso autore ed enigmista si prodiga in questa raccolta di 'solitari' che non necessitano di nulla: né carta, né penna, né calcolatrice, né vocabolario. Solo immaginazione e relax. Chiudete gli occhi e provate a 'giocare' con la mente: i giochi contenuti in questo libro sono affascinanti, ammalianti, rilassanti, antidoti perfetti contro il caos da spiaggia. Il libro nasce dall'innovativa idea di raccogliere in un libro 'vacanziero' i migliori giochi per divertirsi con poco e tenere allenato il cervello... in panciolle!
9,90

Non se ne può più

Il libro dei tormentoni

di Bartezzaghi Stefano

editore: Mondadori

pagine: 257

Era un giorno come un altro, c'era anche bel tempo e non si preannunciava nulla di insolito
17,00

Scrittori giocatori

di Stefano Bartezzaghi

editore: Einaudi

pagine: 392

Il gioco può essere un argomento della letteratura, la stessa letteratura può essere occasione e campo di gioco (come in Italia è accaduto soprattutto a Dante Alighieri). Ma il gioco può essere anche un modo di intendere la letteratura: ci sono scrittori che hanno un'idea giocosa della letteratura, a diversi gradi di giocosità. Vengono subito in mente i "manierismi letterari", la "poesia artificiosa", l'Oulipo; ma Stefano Bartezzaghi ha deciso con questo libro di dedicarsi non tanto a coloro che mettono in bella evidenza l'intento giocoso della letteratura, ma a quegli scrittori che usano il gioco per invitare il lettore a una relazione più appassionata, più coinvolgente e alla fine (con tutte le astuzie, i depistaggi, gli inganni consentiti - e benedetti - in letteratura) più diretta di quella assicurata dall'ordinaria amministrazione narrativa e poetica. E così, accanto a capitoli dedicati agli autori che ci aspetteremmo (Calvino, Nabokov, Queneau), troviamo convocati Dante, Proust, Arbasino, Celati, Pontiggia, DeLillo (ma anche John Cage, Alighiero Boetti e Roland Barthes...): idealmente, troviamo tutti coloro che sanno esercitarsi con libertà e fantasia quando scrivono la loro arte. Tutti quegli scrittori convinti, come il Don DeLillo di Underworld, che "il gioco non cambia il modo in cui dormi o ti lavi la faccia o mangi. Non ti cambia nient'altro che la vita".
28,00

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