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Bompiani: Tascabili

Storie della preistoria

di Alberto Moravia

editore: Bompiani

pagine: 256

In questo libro, superando gli schemi e la morale talvolta spietata delle favole classiche, Moravia non veste i panni del vecc
13,00

Storia del musical. Teatro e cinema da Offenbach alla musica pop

di Luca Cerchiari

editore: Bompiani

pagine: 576

Una delle forme di spettacolo più originali e affascinanti dell'età contemporanea, il musical, ha ottenuto la sua consacrazion
18,00

La bruttina stagionata

di Carmen Covito

editore: Bompiani

Marilina Labruna vive in una Milano livida e soffocante
12,00

Lettere da Babbo Natale

di John R. R. Tolkien

editore: Bompiani

pagine: 192

Ogni dicembre ai figli di J
13,00

Piangi pure

di Lidia Ravera

editore: Bompiani

pagine: 352

Iris ha 79 anni, una figlia intelligentissima e antipatica, che parla esclusivamente con Dio, e una nipote bellissima e ignora
12,00

La pazza della porta accanto

di Alda Merini

editore: Bompiani

L'autrice mette a nudo e indaga i momenti cruciali della sua esperienza di poeta e di donna in una sorta di diario che visita
11,00

Va' dove ti porta il cuore

di Susanna Tamaro

editore: Bompiani

Olga è nell'età in cui si fanno bilanci
12,00

Guida al giro del mondo

di Nanni Delbecchi

editore: Bompiani

pagine: 347

Chi non ha sognato di fare il giro del mondo una volta nella vita? Questa è la storia di due amici che decidono di farlo per davvero, a bordo di una Renault 4 immatricolata nell'89. Da Ventimiglia a Zanzibar passando per Lisbona, Buenos Aires, Tokyo, Saigon, il succedersi delle tappe diventa un racconto picaresco fatto di luoghi noti e sconosciuti, incontri, scoperte e contrattempi... Ogni giro del mondo è unico e irripetibile, proprio come il viaggio che ognuno fa attorno alla propria vita, e lì non ce guida che tenga. Romanzo, reportage, novella di viaggio, autofiction, parodia: "Guida al giro del mondo" è anche un girovagare attorno alle giurisdizioni della scrittura in una sequenza dipanata dal caso, dove ogni tanto s'intravede un filo conduttore. Ma forse è solo un'impressione.
13,00

La fine del Terzo Reich. Germania 1944-45

di Ian Kershaw

editore: Bompiani

pagine: 642

"Mentre, all'inizio del 1945, si profilava la disastrosa sconfitta, si sentivano qualche volta i tedeschi dire che 'avrebbero preferito una fine con orrore a un orrore senza fine'. E una 'fine con orrore' fu senza dubbio ciò che sperimentarono. La fine portò con sé distruzioni e perdite umane su scala enorme. Molto di questo si sarebbe potuto evitare se la Germania fosse stata disposta a cedere alle richieste degli Alleati. Il rifiuto di prendere in considerazione, prima del maggio 1945, la capitolazione significò dunque per il Reich e per il regime nazista non solo distruzione, ma autodistruzione. L'autodistruzione provocata dal perseverare nella lotta fino al limite estremo, fino a subire una quasi totale devastazione e una completa occupazione da parte dei nemici è estremamente rara. Eppure è questo che la Germania fece nel 1945. Perché? Si è tentati di dare una risposta semplice: Hitler rifiutò in maniera irremovibile di prendere in esame qualsiasi ipotesi di resa, per cui non c'era alternativa al continuare a combattere. Questa risposta suscita però altri interrogativi. Perché si continuò a obbedire agli ordini autodistruttivi di Hitler? In virtù di quali meccanismi di potere egli fu in grado di condizionare la sorte del paese, quando fu evidente a chiunque avesse occhi per vedere che la guerra era persa e la Germania completamente distrutta? E per quanto i tedeschi sarebbero stati disposti a seguire fino all'ultimo Hitler?" (Ian Kershaw)
16,00

Contro la letteratura. Un'accusa e una proposta

di Rondoni Davide

editore: Bompiani

pagine: 104

Fanno gli svolazzi calligrafici sul suo nome e intanto le calpestano il viso, la sfigurano a calci
10,00

L'ultima estate in città

di Gianfranco Calligarich

editore: Bompiani

pagine: 174

"Il romanzo è il ritratto ironico, amare e disincantato di un uomo del nostro tempo. A trent'anni, egli si muove a caso tra mestieri discontinui e mediocri, fra convegni e incontri dove i rapporti umani sono effimeri e sfilacciati. L'incontro con una ragazza irrequieta e fragile, che a tratti gli si mette accanto e a tratti compare, e le deliranti divagazioni di un amico distrutto dall'alcool sembrano insediar i nella sua solitudine e accendere in lui una volontà di scelta e un soffio vitale. Ma egli a di essere nel numero di quelli che perdono, per una inettitudine a vivere e per una oscura repulsione verso ogni vittoria. La città che lo accoglie è una Roma inospitale, solenne, vasta e indifferente, e tuttavia prodiga nell'accordare a ogni esule e a ogni randagio qualche zona di protettiva penombra, non amica e non materna ma piuttosto beffardamente complice. La qualità essenziale del romanzo è nell'avere illuminato con disperata chiarezza il rapporto fra un uomo e una città, cioè tra la folla e la solitudine." (Natalia Ginzburg)
11,00

Ultimo venne il verme. Favole

di Nicola Cinquetti

editore: Bompiani

pagine: 154

"Contro te povero verme le lagnanze sono eterne", scriveva Toti Scialoja
12,00

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